Gli islamici più pericolosi? I Comunisti italiani convertiti.

Tra i convertiti provenienti dalla sinistra, il carattere antioccidentale dell’Islam gli conferisce l’aura di religione del “Terzo Mondo”, “dei poveri”, “degli oppressi”, delle vittime del “razzismo” e dei “fascisti”, quindi dello Stato “borghese” e “reazionario”.

Tutte queste rappresentazioni proprie dell’immaginario della sinistra aumentano la predisposizione a immedesimarsi nell’Altro musulmano, nella cultura e civiltà dell’immigrato islamico.

A ciò si aggiunga la xenofilia, altra costante dell’universo mentale dei militanti di sinistra. Ciò predispone l’uomo di sinistra ad essere attratto a priori dall’Altro, il quale incarna le percezioni della detestata civiltà occidentale. Tale xenofilia antirazzista, anticolonialista e terzomondista, condivide nello stesso tempo sia lo slancio di naturale generosità dell’uomo di sinistra nei confronti degli “oppressi” e delle vittime delle ingiustizie, sia la critica radicale alla civiltà occidentale.

Per alcuni ideologhi marxisti e comunisti, la progressiva terzomondializzazione e islamizzazione dell’Europa offre occasioni storiche che possono condurre più rapidamente alla costruzioni di una società senza classi, senza razze e senza Nazioni: una rapida via verso l’utopia comunista e internazionalista.

Per Rosario Pasquini, un tempo militante dell’estrema sinistra e oggi segretario del Centro Islamico di Milano “l’Islam è la liberazione dell’uomo. Ero un avvocato anarchico, dopo essere stato comunista, quindi non ero credente. L’islam mi ha aperto gli occhi”.

Allo stesso modo Roberto Picardo, figura centrale dell’islamismo italiano, segretario generale dell’UCOII, l’Unione delle comunità islamiche in Italia, è un ex sessantottino, cofondatore dei “centri d’iniziativa” del giornale anarchico-comunista il Manifesto e già appartenente a Autonomia Operaia.

Fondatore della rivista “Il Musulmano”, uno dei punti di incontro per gli antisionisti di sinistra e di destra, Picardo è la tipica figura che testimonia la convergenza del neototalitarismo comu-nazi-islamico.

Altri casi emblematici sono quelli di estremisti provocatori noti in Italia per il loro odio viscerale contro la Chiesa: Adel Smith, presidente dell’UMI, Unione Musulmani Italiani e Massimo Zucchi. Quest’ultimo era membro di Autonomia Operaia nonchè a suo tempo accusato di complicità con le BR.

Prova della ripresa della relazione tra comunisti e islamici è stata la manifestazione di protesta organizzata da Adel Smith e Massimo Zucchi a Milano, poco prima dell’intervento angloamericano in Afghanistan, costellata di invettive contro “l’Occidente infedele” e i “Cristiani Crociati”.

Altra figura dell’islamismo comunista è Omar Camilletti, proveniente dalla sinistra e oggi responsabile dell’Ufficio dell’Organizzazione della Lega Islamica Mondiale (BOLIM) in Italia, controllata e finanziata dall’Arabia Saudita.

Ali Schultz, uno dei promotori del Progetto Intesa con lo stato italiano, proveniente dalla sinistra rivoluzionaria e sposato con un’islamista somala, da anni è tenuto sotto controllo dai servizi antiterrorismo italiani Digos e Gico per i presunti legami del suo centro islamico con alcune reti africane vicine ad Al Qa’ida.

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Gli islamici più pericolosi? I Comunisti italiani convertiti.ultima modifica: 2010-01-12T14:31:00+01:00da antikom
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